EVERYWHERE, WITH YOU

“Sali”!
“Dove andiamo”?
“Sarà un posto che ti merita.”

Salimmo in macchina, e poco dopo, eravamo sulla via principale, illuminata da un chiaro di luna e da alcuni fari in lontananza. 

Fuori città, niente era come lo si poteva immaginare, specialmente a notte fonda. I finestrini, leggermente abbassati, facevano entrare un po’ di quell’aria mescolata al profumo d’erba, ed i suoi capelli mossi, sciolti e profumati, rubavano un po’ della mia attenzione. Le misi una mano tra i capelli, e delicatamente, le portai la testa sulla mia spalla. 

La strada, passava in mezzo a delle case, che avevano tutte le finestre chiuse. Sembrava dormissero. E noi due, avevamo la fortuna di curiosare passando davanti ad ognuna di esse, di sorridere per un cane che abbaiava al rumore dell’auto, per una nuvola che spavalda tentava di oscurare la luna, o per il semplice fatto che tu eri lì, e tutto era perfetto! 

Girai ad un incrocio. Una di quelle insegne pubblicitarie ai lati della strada, le illuminò il volto per poco, ma abbastanza per vedere spuntare quelle piccole lentiggini attorno al naso e sulle guance e vederle scomparire in un altro secondo. Mi mancavano di già. 

Sentivo che tutto era come doveva andare, che nulla ci avrebbe diviso, e che di lì a poco avrei respirato dalla tua bocca e assaporato il gusto di quel rossetto sulle tue labbra.

Posasti la tua mano sulla mia, mentre ero intento a cambiare dalla terza alla quarta marcia, a lasciare libero il motore di portarci ancora un po’ più in là. Ci stavamo avvicinando di più alle stelle quella notte, ti stavo riportando a casa, anche se solo per poco, a salutare quelle che ancora stavano lassù. Io, non mi sarei mai fatto scappare la fortuna di averti incontrata. Di averti trovata. E potevo dire, di averti conosciuta.

La salita era ormai finita e girata una curva, la città in lontananza stava al di sotto di noi.

“Siamo arrivati, le dissi.”
“Ma non so dove mi hai portato.”

Non ha mai avuto importanza il dove con te, e a volte nemmeno il quando… stare con te ha sempre distorto la mia percezione del tempo. Stavo distante solamente pochi giorni e sembravano settimane, stavamo insieme e il tempo sembrava volare. 

Ed è qui, che una sera ho capito che avrei voluto continuare a sentirmi così, su di giri, in attesa che tu scenda le scale di casa, sorridente come stasera, un po’ ubriaco di te…

D.

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