MOVIE NIGHT

…e in quella sera che ti rividi, i miei occhi me lo confermarono: non basta un aereo per dimenticare il contorno del tuo volto.

Erano circa le otto in quella sala di quel cinema e, nel buio che ci nascondeva, mi hai sorriso.
Scusa se torno a scrivere di te, ma è colpa tua. Inaspettata, nello stesso cinema in cui andavamo, stessa proiezione e per i capricci di quel destino, seduta due posti dopo di me. Due ore a pensare se guardare il film, o se guardare te. Ed ad ogni scena sapere esattamente cosa ti passava per la testa perchè sì, nel poco tempo che abbiamo passato insieme, avevo imparato a conoscerti. Non sai quanto avrei voluto sedermi vicino a te, come l’ultima volta, quando stupidamente cercai di appoggiare la mia testa sulla tua spalla per averti un po’ più vicino. Già allora ero stufo di averti così lontano.

…e in quell sera che ti rividi, il tuo profumo me lo confermò: non basta un aereo per smettere di chiudere gli occhi e sentirlo ovunque.

Se avessimo avuto più tempo, in quel saluto, ti avrei stretta a me. Stavolta non avrei lasciato che nessuna delle tue paure facesse il resto. Non ti avevo dimenticato. Quel CD che non ti ho mai dato aspetta ancora di essere ascoltato insieme. Il regalo ancora incartato che hai messo in un angolo della tua stanza aspetta di essere aperto. Ed io, aspetto ancora te.

Perché in quella sera che ti rividi, il mio cuore me lo confermò: non basta un aereo per dimenticare come si faceva a volerti.

D.

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